GESTIONE DELLO SCC dal punto di vista dell’internista

PALMANOVA, 12 ottobre 2019 AUDITORIUM S.MARCO, HOTEL AI DOGI

Razionale


Lo scompenso cardiaco è una condizione estremamente frequente nella popolazione generale, raggiungendo prevalenze intorno al 10% nei soggetti ultrasettentenni in cui la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi della malattia è inferiore al 50%. Lo scompenso cardiaco acuto costituisce, inoltre, la causa più frequente di ospedalizzazione nei paesi occidentali, ospedalizzazioni che hanno luogo, in modo largamente preponderante, nei reparti di Medicina Interna che sono quelli più direttamente coinvolti nella loro gestione intraospedaliera. Oltre il 40% dei pazienti ospedalizzati per scompenso cardiaco acuto vanno incontro a riospedalizzazione nell’arco dell’anno successivo alla prima dimissione e circa il 25% viene riospedalizzato nel primo trimestre, fatto che si associa ad un significativo incremento della mortalità.
Negli ultimi 30 anni, la terapia dello scompenso cardiaco si è fondata sul blocco di sistemi neuro-ormonali quali il sistema simpatico e il sistema renina-angiotensina-aldosterone che sono marcatamente attivati nel soggetto con funzione sistolica progressivamente declinante. A questi interventi, si è aggiunta più di recente la possibilità di agire efficacemente sull’emodinamica dello scompenso con il potenziamento di sistemi contro-regolatori come il sistema dei peptidi natriuretici. L’aggiunta alla terapia tradizionale di questa nuova strategia di trattamento ha dimostrato efficacia nel ridurre la mortalità e le ospedalizzazioni nei soggetti con scompenso cardiaco sistolico. Peraltro, a fronte di esperienze iniziali sull’impiego di questa terapia nei pazienti con scompenso sistolico in gestione cronica, studi molto recenti hanno dimostrato benefici significativi anche nell’uso precoce in pazienti ricoverati per scompenso acuto.
Da ciò l’importanza di rifocalizzare sul problema della gestione del paziente con scompenso cardiaco all’interno dei reparti di Medicina Interna. Il Convegno prenderà in esame, a partire dai presupposti fisiopatologici e dagli aspetti relativi alle comorbidità, le nuove opportunità di trattamento da rendere operative già nella fase intraospedaliera e i modelli di gestione che non possono prescindere dalla cura degli aspetti relativi alla continuità assistenziale e dalla stretta integrazione con il territorio.

 

Il Convegno è a numero chiuso:
massimo 50 partecipanti.
L’iscrizione all’evento è gratuita previa registrazione

Allegati

Data evento:

12/10/2019- 12/10/2019

Crediti ECM:

6

Figure accreditate:

Medico Chirurgo

Cardiologia, Medicina Interna, Medicina Generale (Medici di famiglia), Geriatria, Nefrologia, Medicina e Chirurgia di accettazione e di Urgenza

Infermieri